Quando si paga una visita per ottenere un certificato medico può sorgere un dubbio: questa spesa può essere portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi?
In molti casi la risposta è sì. L’Agenzia delle Entrate include infatti le certificazioni mediche tra le principali tipologie di spesa sanitaria presenti nella dichiarazione precompilata e considera, tra le spese mediche generiche, anche quelle sostenute per il rilascio di certificati per uso sportivo e per la patente.
È però importante distinguere il costo della prestazione sanitaria da eventuali altre somme comprese nel pagamento, come marche da bollo, diritti, versamenti o servizi amministrativi. Inoltre, per beneficiare della detrazione devono essere rispettate le condizioni fiscali previste.
I certificati medici sono detraibili nel 730?
I certificati medici possono rientrare tra le spese sanitarie detraibili ai fini IRPEF. L’Agenzia delle Entrate comprende espressamente le certificazioni mediche tra le tipologie di spesa sanitaria considerate nella dichiarazione precompilata.
Non conta quindi soltanto il fatto che il certificato serva per curare una malattia. Anche alcune certificazioni richieste per svolgere determinate attività o ottenere specifiche idoneità possono avere natura di prestazione medica.
L’Agenzia delle Entrate indica, ad esempio, tra le spese mediche generiche quelle sostenute per il rilascio di certificati medici:
- per usi sportivi;
- per la patente;
- per altre finalità analoghe quando il costo riguarda effettivamente una prestazione sanitaria resa da un medico.
Il principio da tenere presente è quindi la natura sanitaria della prestazione. Non basta che una somma sia pagata contestualmente al rilascio di un documento: occorre capire quale parte del costo corrisponde effettivamente alla visita o certificazione medica.
Quali certificati medici possono essere portati in detrazione?
Tra i certificati medici detraibili possono rientrare le certificazioni rilasciate a seguito di una prestazione sanitaria eseguita da un medico. La documentazione fiscale deve permettere di individuare chiaramente la natura della prestazione effettuata.
Uno degli esempi espressamente riportati dall’Agenzia delle Entrate riguarda il certificato medico per la patente. La spesa relativa alla prestazione medica necessaria al rilascio del certificato può quindi rientrare tra le spese sanitarie.
Lo stesso principio può interessare altre certificazioni sanitarie, ma è importante valutare concretamente ciò che viene fatturato.
Studio Minoretti si occupa, tra gli altri servizi, di certificazioni e visite mediche connesse alla guida, alla nautica e al settore aeronautico. Per esempio, presso lo Studio è possibile effettuare la visita medica per la patente di guida, finalizzata alla valutazione dell’idoneità psicofisica richiesta per il conseguimento o il rinnovo.
Nel caso di prestazioni che comprendono più voci, tuttavia, non bisogna considerare automaticamente detraibile l’intero importo pagato.
Certificato per patente: è detraibile tutto quello che si paga?
La parte relativa alla visita e alla certificazione medica può avere natura di spesa sanitaria detraibile, ma un costo complessivo può comprendere anche componenti diverse.
Questo aspetto è particolarmente importante per le pratiche legate alle patenti.
Per alcuni servizi di Studio Minoretti, ad esempio, il costo indicato per la patente può comprendere non soltanto la visita medica, ma anche versamenti ministeriali e competenze amministrative.
Per la patente nautica, invece, il costo della visita può comprendere anche la marca da bollo.
Questo significa che, quando una prestazione viene proposta con un prezzo complessivo, è opportuno verificare sul documento fiscale quali somme siano riferibili alla vera e propria prestazione sanitaria e quali rappresentino invece bolli, versamenti, diritti o altre componenti.
La detraibilità fiscale non dipende quindi semplicemente dall’importo totale pagato per una pratica.
| Tipologia di costo | Trattamento da verificare |
|---|---|
| Visita medica | Può rientrare tra le spese sanitarie detraibili |
| Certificazione medica | Può rientrare tra le spese sanitarie detraibili |
| Versamenti ministeriali | Non vanno automaticamente considerati spese sanitarie |
| Marca da bollo | Va distinta dalla prestazione sanitaria |
| Competenze o servizi amministrativi | Non coincidono automaticamente con una spesa sanitaria |
In caso di dubbi sulla composizione della fattura o sulla corretta indicazione nella dichiarazione dei redditi, è consigliabile rivolgersi al proprio CAF o commercialista.
Quanto si può detrarre per un certificato medico?
La detrazione ordinaria per le spese sanitarie è pari al 19% della parte di spesa complessiva che supera la franchigia di 129,11 euro.
La franchigia non si applica separatamente a ogni certificato o visita, ma al totale delle spese sanitarie soggette alla stessa regola sostenute nel corso dell’anno.
Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, il 19% viene calcolato sulla parte che eccede 129,11 euro.
Un esempio semplice può aiutare.
Se nel corso dell’anno vengono sostenuti complessivamente 500 euro di spese sanitarie detraibili, il calcolo ordinario viene effettuato su:
500 – 129,11 = 370,89 euro
Il 19% di 370,89 euro corrisponde a circa 70,47 euro di detrazione.
Il calcolo deve però tenere conto dell’insieme delle spese sanitarie dichiarate e delle condizioni fiscali personali. Per questo motivo l’importo effettivamente riconosciuto va sempre verificato nella propria dichiarazione.
Come bisogna pagare un certificato medico per poterlo detrarre?
Per le prestazioni sanitarie rese da professionisti o strutture private non accreditate al Servizio Sanitario Nazionale è normalmente necessario utilizzare un metodo di pagamento tracciabile.
Rientrano tra i sistemi tracciabili, ad esempio:
- carta di debito o credito;
- carta prepagata;
- bonifico bancario o postale;
- assegno;
- altri strumenti che consentano di documentare il pagamento.
L’Agenzia delle Entrate specifica che, a partire dall’anno d’imposta 2020, la detrazione per queste spese è subordinata all’utilizzo di strumenti tracciabili. Fanno eccezione, tra gli altri casi, medicinali e dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale.
Per un certificato rilasciato da un medico in regime privato è quindi prudente utilizzare sempre un pagamento elettronico o comunque tracciabile.
La prova può essere costituita, ad esempio, dalla ricevuta del POS, dall’estratto conto o dalla documentazione bancaria. L’utilizzo del metodo tracciabile può inoltre risultare direttamente dalla fattura o dal documento commerciale.
Quali documenti bisogna conservare?

Per beneficiare della detrazione è importante conservare il documento fiscale che descrive la prestazione sanitaria e, quando necessario, la prova del pagamento tracciabile.
La fattura o ricevuta dovrebbe consentire di capire chiaramente quale prestazione è stata effettuata.
Questo aspetto è importante perché l’Agenzia delle Entrate precisa che, per una prestazione sanitaria, la natura della prestazione deve risultare dalla documentazione fiscale. Se la descrizione non permette di identificarla, può essere necessario richiedere un’integrazione del documento.
È quindi consigliabile conservare:
- fattura, ricevuta o altro documento fiscale;
- prova del pagamento tracciabile, quando richiesta;
- eventuale documentazione utile a distinguere la prestazione sanitaria da bolli o altri costi;
- copia della documentazione richiesta dal CAF o dal professionista che prepara la dichiarazione.
Molte spese sanitarie vengono trasmesse attraverso il Sistema Tessera Sanitaria e possono quindi comparire già nella dichiarazione precompilata. L’Agenzia delle Entrate permette di visualizzare, per ogni voce, l’importo, il soggetto che ha emesso il documento, la detraibilità e la modalità di pagamento comunicata.
La presenza della spesa nella precompilata è utile, ma è comunque opportuno verificarne i dati prima di confermare la dichiarazione.
Certificati medici e detrazioni: perché verificare sempre la singola spesa
I certificati medici detraibili possono quindi rientrare tra le spese sanitarie da indicare nella dichiarazione dei redditi, compresi alcuni certificati richiesti per finalità non strettamente terapeutiche, come quelli per la patente o per l’attività sportiva.
Ciò che conta è distinguere correttamente la prestazione medica dalle eventuali altre componenti del costo e rispettare le condizioni previste per la detrazione, a partire dalla tracciabilità del pagamento.
Studio Minoretti effettua diverse visite e certificazioni mediche nei settori della guida, della nautica e della medicina dei trasporti. Per conoscere modalità e documenti necessari per una specifica certificazione è possibile consultare i servizi dello Studio o richiedere informazioni prima della visita.
Le indicazioni fiscali contenute in questa pagina hanno carattere generale e si basano sulle informazioni dell’Agenzia delle Entrate disponibili al momento della pubblicazione. Per verificare la detraibilità di una specifica spesa nella propria dichiarazione è opportuno rivolgersi a un CAF, commercialista o professionista fiscale.
FAQ sui certificati medici detraibili
Il certificato medico per la patente è detraibile?
Sì, l’Agenzia delle Entrate cita espressamente i certificati medici per la patente tra le spese mediche generiche che possono rientrare tra quelle detraibili.
Occorre però distinguere il costo della visita e della certificazione da eventuali versamenti ministeriali, competenze amministrative o altre somme comprese nella pratica.
Un certificato medico sportivo è detraibile?
Sì. Tra gli esempi indicati dall’Agenzia delle Entrate rientrano anche i certificati medici per usi sportivi.
Devono comunque essere rispettati i requisiti previsti per le spese sanitarie, compresa la documentazione del pagamento quando richiesta.
Posso detrarre un certificato medico pagato in contanti?
Dipende dal soggetto che eroga la prestazione. Per una prestazione sanitaria resa da un professionista privato o da una struttura privata non accreditata, la detrazione richiede normalmente un pagamento tracciabile. Le principali eccezioni riguardano medicinali, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN.
Il certificato medico compare automaticamente nel 730 precompilato?
Le certificazioni mediche rientrano tra le tipologie di spesa sanitaria che possono essere trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria e riportate nella dichiarazione precompilata.
È comunque opportuno controllare che la spesa sia effettivamente presente e correttamente classificata.
La marca da bollo sul certificato è detraibile?
La marca da bollo non deve essere confusa automaticamente con la prestazione sanitaria. Quando il prezzo pagato comprende più componenti, è opportuno verificare come queste siano riportate nella documentazione fiscale e quale trattamento possa essere applicato alla singola voce.
Devo conservare la fattura anche se la spesa compare nel 730?
È buona norma conservare la documentazione fiscale e, quando richiesta, la prova del pagamento tracciabile. In caso di dubbi o controlli, la documentazione permette di dimostrare la natura della spesa sostenuta.









